SEI UN TARGET DI MERCATO

E' tutto un revival. Almeno un paio di volte ogni giorno sento urlare da radio o televisione la parola
MITICO

E' tutto un revival. Almeno un paio di volte ogni giorno sento urlare da radio o televisione la parola
MITICO
riferita a qualche canzone cantata da un'improvvisata o improbabile star del momento o sigla di telefilm o di cartone animato.
Sono nato nel 1975, sono cresciuto negli anni 80 e 90.
Ho 31 anni.
Appartengo alla fascia di età che consuma di più.
Chi ha la mia età è molto probabilmente sposato o divorziato, genitore, in piena carriera e con gli investimenti in corso.
In poche parole: un membro attivo della società.
Logico che le industrie pensino a questa fascia, per convincere a comprare il loro prodotto.
La leva più di moda, di questi tempi, pare sia il revival.
Vai in discoteca e senti Samatha Fox, gli Eight wonder o il Gioca jouer di Cecchetto.
Accendi la radio e trovi programmi contenitore di due ore che ti ricordano le pubblicità della Barilla, la sigla di Mila e Shiro, il contenitore pieno di fagioli della Carrà, il tutto interagendo quando possibile col nostalgico pubblico che dall'ufficio ricorda quante cotte e quanti brufoli spuntarono ascoltando Diamond dei Via Verdi.
Non rinnego gli anni in cui sono cresciuto.
Non mi vergogno di poter avere anche per un solo minuto apprezzato una canzone che oggi potrebbe essere eseguita da un cellulare.
Ma mi sono rotto.
Il mercato che fa leva sui buoni sentimenti è uno dei più infami conosciuti, peggio perfino di quello dei sensi di colpa; ricordate la campagna della Golia per salvare gli orsi bianchi?
I pubblicitari sono la razza umana che si nutre di queste cose.
Leggete Beigbeder per averne conferma.
Odio percorrere il viale dei ricordi tenuto per mano da un testimone di Geova o da un venditore di enciclopedie.
A volte mi sento vittima di una globale manovra a tenaglia che tende a scoprire i nervi più direttamente collegati al cuore, con il fine ultimo di fermare questa tortura
comprando.
Cedendo al ricatto.
Siamo in un periodo di decadenza, la conferma è data dal pessimo stile della manovra.
Non credo di essere l'unico ad odiare le pubblicità più recenti dirette in questo orribile stile:
Parmigiano Reggiano e Mon Cherì
La prima volta che ho visto i due spot ho provato un senso di disgusto misto a pelle d'oca e non capivo il perchè. Poi l'illuminazione: la cosa peggiore di tutto questo spot non sono i costumi o la tecnica retrò, ma l'utilizzo della canzonetta anni '80 col testo modificato!
Una sorta di carosello modificato geneticamente e non codificato eticamente.
Ecco cosa ti fa vergognare degli anni in cui sei cresciuto.
Ecco perchè non vergognarsene.
Sono nato nel 1975, sono cresciuto negli anni 80 e 90.
Ho 31 anni.
Appartengo alla fascia di età che consuma di più.
Chi ha la mia età è molto probabilmente sposato o divorziato, genitore, in piena carriera e con gli investimenti in corso.
In poche parole: un membro attivo della società.
Logico che le industrie pensino a questa fascia, per convincere a comprare il loro prodotto.
La leva più di moda, di questi tempi, pare sia il revival.
Vai in discoteca e senti Samatha Fox, gli Eight wonder o il Gioca jouer di Cecchetto.
Accendi la radio e trovi programmi contenitore di due ore che ti ricordano le pubblicità della Barilla, la sigla di Mila e Shiro, il contenitore pieno di fagioli della Carrà, il tutto interagendo quando possibile col nostalgico pubblico che dall'ufficio ricorda quante cotte e quanti brufoli spuntarono ascoltando Diamond dei Via Verdi.
Non rinnego gli anni in cui sono cresciuto.
Non mi vergogno di poter avere anche per un solo minuto apprezzato una canzone che oggi potrebbe essere eseguita da un cellulare.
Ma mi sono rotto.
Il mercato che fa leva sui buoni sentimenti è uno dei più infami conosciuti, peggio perfino di quello dei sensi di colpa; ricordate la campagna della Golia per salvare gli orsi bianchi?
I pubblicitari sono la razza umana che si nutre di queste cose.
Leggete Beigbeder per averne conferma.
Odio percorrere il viale dei ricordi tenuto per mano da un testimone di Geova o da un venditore di enciclopedie.
A volte mi sento vittima di una globale manovra a tenaglia che tende a scoprire i nervi più direttamente collegati al cuore, con il fine ultimo di fermare questa tortura
comprando.
Cedendo al ricatto.
Siamo in un periodo di decadenza, la conferma è data dal pessimo stile della manovra.
Non credo di essere l'unico ad odiare le pubblicità più recenti dirette in questo orribile stile:
Parmigiano Reggiano e Mon Cherì
La prima volta che ho visto i due spot ho provato un senso di disgusto misto a pelle d'oca e non capivo il perchè. Poi l'illuminazione: la cosa peggiore di tutto questo spot non sono i costumi o la tecnica retrò, ma l'utilizzo della canzonetta anni '80 col testo modificato!
Una sorta di carosello modificato geneticamente e non codificato eticamente.
Ecco cosa ti fa vergognare degli anni in cui sei cresciuto.
Ecco perchè non vergognarsene.





