03 dicembre 2006

SEI UN TARGET DI MERCATO



E' tutto un revival. Almeno un paio di volte ogni giorno sento urlare da radio o televisione la parola

MITICO

riferita a qualche canzone cantata da un'improvvisata o improbabile star del momento o sigla di telefilm o di cartone animato.
Sono nato nel 1975, sono cresciuto negli anni 80 e 90.
Ho 31 anni.
Appartengo alla fascia di età che consuma di più.
Chi ha la mia età è molto probabilmente sposato o divorziato, genitore, in piena carriera e con gli investimenti in corso.
In poche parole: un membro attivo della società.
Logico che le industrie pensino a questa fascia, per convincere a comprare il loro prodotto.
La leva più di moda, di questi tempi, pare sia il revival.
Vai in discoteca e senti Samatha Fox, gli Eight wonder o il Gioca jouer di Cecchetto.
Accendi la radio e trovi programmi contenitore di due ore che ti ricordano le pubblicità della Barilla, la sigla di Mila e Shiro, il contenitore pieno di fagioli della Carrà, il tutto interagendo quando possibile col nostalgico pubblico che dall'ufficio ricorda quante cotte e quanti brufoli spuntarono ascoltando Diamond dei Via Verdi.
Non rinnego gli anni in cui sono cresciuto.
Non mi vergogno di poter avere anche per un solo minuto apprezzato una canzone che oggi potrebbe essere eseguita da un cellulare.
Ma mi sono rotto.
Il mercato che fa leva sui buoni sentimenti è uno dei più infami conosciuti, peggio perfino di quello dei sensi di colpa; ricordate la campagna della Golia per salvare gli orsi bianchi?
I pubblicitari sono la razza umana che si nutre di queste cose.
Leggete Beigbeder per averne conferma.
Odio percorrere il viale dei ricordi tenuto per mano da un testimone di Geova o da un venditore di enciclopedie.
A volte mi sento vittima di una globale manovra a tenaglia che tende a scoprire i nervi più direttamente collegati al cuore, con il fine ultimo di fermare questa tortura
comprando.
Cedendo al ricatto.
Siamo in un periodo di decadenza, la conferma è data dal pessimo stile della manovra.
Non credo di essere l'unico ad odiare le pubblicità più recenti dirette in questo orribile stile:
Parmigiano Reggiano e Mon Cherì
La prima volta che ho visto i due spot ho provato un senso di disgusto misto a pelle d'oca e non capivo il perchè. Poi l'illuminazione: la cosa peggiore di tutto questo spot non sono i costumi o la tecnica retrò, ma l'utilizzo della canzonetta anni '80 col testo modificato!
Una sorta di carosello modificato geneticamente e non codificato eticamente.
Ecco cosa ti fa vergognare degli anni in cui sei cresciuto.
Ecco perchè non vergognarsene.

19 novembre 2006

10, 100, 1000 e il TG è fatto.

Finalmente i TG hanno qualcosa di cui parlare: Katie Holmes (la figlia di John?) e Tom Crus si sono sposati a Bracciano.
Speriamo nella cena "al Faro", li aspettiamo.
3 Invasati fanno cori inopportuni e il Tg è fatto.
Ogni parlamentare deve subito prendere le distanze.
Un camionista ha ruttato fuori da un autogrill. Mi dissocio immediatamente deprecando l'accaduto.
Chissà che dirà il centro-destrasinistra.
A presto per le ricette del panettone e la dieta del dopo "cenone".
E il Tg è fatto.

22 ottobre 2006

ASINI

Se ambisci al posto di parlamentare, una volta nella vita, preoccupati di procurare voti e soprattutto non cliccare i link che troverai, potresti finire per conoscere troppo.

Con garbo m'indigno.
Qualche giorno fa si è parlato molto delle domande di cultura generale poste ad alcuni parlamentari.
Una parte dei nostri parlamentari non conoscono ( dimenticare è ben altra cosa ) la data della presa della bastiglia, la scoperta dell'america, non sanno nè cosa sia nè dove sia il darfour, ignorano l'esistenza ed il ruolo della consob.
Mi fermo qui.
Non conoscere una cosa così semplice è senz'altro emblema del pressapochismo culturale di questi ultimi due decenni. Mastella ha ragione, il parlamento è espressione dell'Italia, in tutto e per tutto.
Obietto però che questo è un triste esame di realtà, prima che una base della democrazia.
Odio chi tenta di azzeccare la risposta quando non ne ha nemmeno una vaga idea, ma soprattutto odio la spocchia di chi tenta con la spocchia di rivendicare dei diritti.
Nome e cognome: Elisabetta Gardini.
La teleparlamentare, che guarda a caso siede nella parte destra dell'emiciclo, ha osato rivendicare il suo diritto a non sapere cosa sia la consob.
L'intervista in cui ho letto questo capolavoro di umiltà cristiana migliora quando viene riferito che a tutte le altre domande aveva risposto esattamente, e che i cattivoni de "Le Iene" non sono stati corretti nel non trasmetterle:
il vecchio vizio dei giornalisti infami che pubblicano l'insolito trascurando l'ovvietà.
Apoteosi:
Se la consob facesse di più per tutelare i risparmiatori ci si ricorderebbe di essa, conclude l'onorevole.
Non commento perchè sputerei bile sul monitor.
Ma mi permetto di pensare che
Forse la signora Gardini non sa che le domande poste erano di una facilità incredibile.
Per rassicurarla di ciò che scrivo riporto un test che ho condotto, anche se di scarso valore scientifico.
Circuendo il mio gatto con dei croccantini, gli ho posto le stesse domande.
L'unica a cui non ha risposto era se conoscesse Elisabetta Gardini.
Conclusione:
Sono sicuro che la maggior parte di parlamentari sa allacciarsi le scarpe da solo, ma fossi in loro non andrei a dirlo in giro.

Siamo di fronte, per l'ennesima volta, all'evidente deriva culturale che il nostro paese affronta.
Non sapere chi sia Mandela, non conoscere Guantanamo, non saper pronunciare la parola Afghanistan è semplicemente
INACCETTABILE
Le domande poste a bruciapelo sono inerenti al lavoro parlamentare. Come fai a votare per una legge (spero scritta da gente più competente, in parlamento pare ce ne sia ancora) se non conosci
NIENTE
che la riguardi?
Il parlamentare svolge un lavoro di concetto, il più elevato e uno dei meglio pagati in assoluto.
Sarebbe meglio che chi ci rappresenta sia quantomeno non inferiore a noi, dal punto di vista culturale.

04 ottobre 2006

IL CESSO? SEMPRE IN FONDO A DESTRA


Come al solito nulla è cambiato.
Abbiamo votato per evitare lo straripamento di potere di Berlusconi.
Come in precedenza, l'alternativa a questo non era altro che una rampa per rilanciarlo.
Oggi dobbiamo ringraziare Di Pietro, domani chissà.
Il governo Prodi è in carica da pochi mesi, pochissimi se si tiene conto dell'ostruzionismo di destra con i conteggi dei voti e delle (meritate?) vacanze estive. Ciononostante le delusioni sono già parecchie. Le più grandi, almeno a parer mio, sono la formale staticità del processo di formazione del governo e dall'eterno cane mangia cane parlamentare.
Chi non ricorda, all'indomani della vittoria elettorale, l'annuncio di Mastella?
Bompressi libero, tuonò.
Indipendentemente dal fattore giudiziario, la cosa che mi colpì immediatamente fu l'improvvisa veemenza del pavido segretario.
In effetti altro non era che un pagherò politico, una cambiale per ottenere un dicastero e di conseguenza un blindatissimo posto di rilevo in parlamento.
Praticamente non è cambiato nulla, un partecipante alla vittoria dimostra di voler essere fido scudiero e gli vengono offerte terre sconfinate..
Ieri siamo arrivati alle comiche: Di Pietro vorrebbe l'abrogazione immediata della Castelli - Mastella non la concede - Di Pietro fa votare i suoi contro Mastella - Mastella propone la sfiducia al ministro delle infrastrutture.
Il tutto alla faccia della grande unione per una finalità condivisa.
La destra esulta, tutte le previsioni si stanno avverando, soprattutto in senato.
Faremo bene a stare attenti, gli esami si fanno sempre più difficili e il governo pare piuttosto esposto ad ogni stormir di fronda.
Per il momento, agli elettori rimane una sola certezza:
Qualunque strada si prenda, alla fine si imbocca sempre lo stesso tunnel, male illuminato e con molte curve all'uscita.
E guida Berlusconi.

21 settembre 2006

ARIA FRESCA?
I reality fanno schifo.
Da tempo ne scriviamo e sappiamo di non essere in pochi, a pensarlo.
Con pazienza certosina ho aspettato che gli ascolti gradualmente crollassero.
La notizia è che finalmente le mie speranze si sono avverate.
Le nuove produzioni hanno registrato share da fame, considerato che le velleità erano ben al di sopra dei diciassette e rotti punti che ha ottenuto "Reality Circus". Il vento sta cambiando, e il corollario viene da "L'isola dei famosi" , l'ammiraglia dei reality, che ha ottenuto un patetico 14% nel prime time. I beneficiari di questo vuoto di ascolti sono i telefilm, ma di questo parleremo più avanti.
Ricordo che la quasi totalità di questi programmi deve la sua esistenza allo sfruttamento di un'ìdea (pagando, s'intende) di altri, il famigerato format.
Il primo fu "Grande fratello", ingenerosa citazione Orwelliana per un programma decerebrante che, mascherato da studio psicologico nelle prime puntate, ben presto divenne un circo a tre piste che in Italia raggiunse abissi fino a quel momento inesplorati.
Poi venne il tempo di Survivor, sospeso quasi immediatamente e solo qualche anno dopo edulcorato per i telemaniaci con i primi e veri morti di fama, diretti dal Von Karajan del trash:
Simona (s)Ventura.
Poi il numero di questi programmi è lievitato in maniera paurosa, ad oggi tra satellite ed etere se ne contano a dozzine.
Se in America il meccanismo è collaudato, dato che le televisioni -ampiamente in attivo- possono permettersi produzioni gigantesche (si pensi a "The apprentice" di Donald Trump), e soprattutto hanno un bacino di potenziali candidati cinque volte superiore all'Italia, lo stesso non si può dire a casa nostra.
Ecco i fattori che secondo me prevalgono nel Bel Paese :
- Il nepotismo nei presentatori, dalla premiata ditta Carlucci a quella dell'odiatissimo Tricheco.
- Un gruppo di talent scout più attenti a dire sì alle pressioni dei gruppi dirigenti e degli inserzionisti pubblicitari.
- La cronica dipendenza da presentatore che i telespettatori sembrano avere
Tutto questo rende qualunque produzione un collage postmoderno di immagini di dilettanti figli di amici di potenti e marchettare provenienti da sotto la scrivania dei direttori di reti.
Ma il tutto assolutamente senza il benchè minimo buon gusto.
Siamo stati di fronte alla spocchia di pochi che parevano voler dire "Io ci sono e tu no", piuttosto che "Spero vi piaccia ciò che faccio".
Sia chiaro, il reality fa schifo a prescindere dal livello di realizzazione, ma almeno nei casi d'oltreoceano c'è più professionalità.
Negli USA in compenso la televisione offre ben di meglio, come le serie televisive.
E' ormai da tutti riconosciuto il favore che lo stato dell'arte tributa ai telefilm, piuttosto che al cinema.
Mentre a Hollywood soggetti, protagonisti e location sono dipendenti dai registi, a loro volta sudditi dei produttori, nel caso delle serie tutto questo è il risultato della mediazione degli sceneggiatori con i direttoridi rete. Ad ovvio vantaggio della qualità dei contenuti.
Cito per fare esempi pratici una TV come la HBO, che vanta serie storiche come "Sex and the city", "I Soprano" e "OZ".
Il plebiscitario successo di questi fortunati programmi è riconosciuto in tutto il mondo, e da ormai qualche anno anche le reti tradizionali come Fox, CBC e NBC propongono prodotti di discreta innovazione e ben recitati.
Con il deludente risultato dell'Isola a favore delle serie televisive siamo secondo me vicini ad un cambio di rotta.
D'altra parte, conviene di più comprare idee altrui per poi proporle ridigerite malamente in madrepatria o trasmettere il programma nudo e crudo sperando semplicemente in un doppiaggio dignitoso?

14 settembre 2006

COSA ABBIAMO FATTO DI MALE PER MERITARCELO??

unan1mous
Devo ammettere l'ho anche visto per una mezz'oretta e poi un paio di spezzoni quotidiani solo per farmi del male. In una parola: allucinante.
Il reality (o game-psicologico come l'ha definito TgCom, già andato in onda negli USA) era condotto da lei: maurizia "tenore mancato" de filippi, che si divertiva a vedere come questi mentecatti s'accapigliavano per farsi votare e ricevere un grosso premio in denaro.
Vi risparmio le spiegazioni sulle regole del patetico programma.
Aiutato da Tv sorrisi.. leggevo le biografie e le motivazioni di questi personaggi in cerca di grano:
allestire una mostra al compagno pittore (sarà il motivo (!!) che vincerà € 575.316,17), riprendersi economicamente dopo aver perso tutto al gioco, sistemare fratelli sorelle ecc...
In poche parole i cazzi loro. Nessuno scopo generoso nè alti fini di beneficenza.
Lei goduta del prodotto che stava realizzando: li interrogava, li spronava a votare, gli chiedeva motivazioni su questioni assurde, addirittura tendeva tranelli per far litigare i partecipanti, lanciava filmati orrendi mostrando parenti e amici dei morti di fama scatenando pianti in continuazione.
Piangevano sempre.
Ora torno alla domanda iniziale perchè solo ripensare a queste cose mi da il mal di stomaco.
COSA ABBIAMO FATTO DI MALE PER MERITARCI QUESTO?


11 settembre 2006

SENZA PIETA'

Ciò che scrivo in genere è discutibile, quello che ho in mente oggi forse lo è di più.
Non sopporto il pietismo nei confronti di una nazione canaglia, che dichiara guerra a chi vuole, tenendo per le palle la già criminalissima ONU.
Non sopporto che appena prima della commemorazione di un giorno folle come quello di cinque anni fa, arrivino improvvisamente prove che dimostrano la colpevolezza di Bin Laden.
Non sopporto che chiunque abbia deciso la data degli attentati non abbia scelto il giorno prima, perchè essendo il mio compleanno avrei avuto una cosa in più da festeggiare.
NON E' STATO BIN LADEN, NON E' STATO NESSUN ARABO, non ci sono tante più prove di quante non ve ne siano nei confronti dell'amministrazione Bush.
Ci spieghino come mai nei pochi hard disk recuperati dalle macerie di ground zero sono state trovate operazioni put per svariate centinaia di milioni di dollari su American Airlines (per inciso con le put guadagni se l'azienda va male), e soprattutto come mai tanta solerzia da parte di Giuliani nell'eliminare tutte le macerie.
Ci spieghino come mai testimoni che provenivano dai primi piani sotterranei o dal piano terra di entrambe le torri hanno sentito boati provenienti dal basso e hanno visto il pavimento di pesantissimo marmo sollevarsi come un coperchio di pentola.
Ci spieghino chi guidava il camion con l'oro della Federal Reserve trovato rovesciato sotto le WTC 3,4,5.
Ci spieghino come hanno fatto le WTC 3,4,5 a cadere verticalmente, ammesso e non concesso che anche le torri gemelle possano crollare verticalmente dopo un impatto così ridicolo.
Ci spieghino perchè l'Empire State Building è rimasto sano e salvo dopo essere stato sventrato in pieno baricentro da un aereo di linea, e siprattutto dopo un lunghissimo rogo.
Ci spieghino cosa conteneva il filmato della stzione di servizio che avrebbe ripreso l'impatto del supposto aereo dentro il palazzo del Pentagono.
Ci spieghino come mai i testimoni dell'attentato al palazzo della difesa, sia esterni che interni, hanno dichiarato di aver sentito DUE distinti boati, di cui il secondo proveniente dall'interno.
Ci spieghino come mai nel perfetto prato inglese del palazzo a cinque punte c'era un solco netto e perfettamente coincidente con la traiettoria dell'eventuale aereo (o missile Cruise?).
Ci spieghino come mai nel sito del disastro del volo 93 non è stato trovato un solo resto di corpo umano, bagaglio o fusoliera o motore.
Ci spieghino come mai la Fox News ha riportato in diretta le interviste dei vigili del fuoco che testimoniavano la presenza di rottami generici pre poi smentirle subito dopo.
Ci spieghino come mai la Fox ricevette tanti premi per la copertura televisiva di quel giorno.
Ci spieghino che fine ha fatto la lista passeggeri originaria del volo 93, passeggeri compresi.
Ci spieghino come mai il volo 93 è continuato ad esistere nelle carte di volo ancora per anni dopo l'incidente.
Fino a quando almeno una parte di questi interrogativi non avrà risposta, non proverò nessuna pietà nemmeno per le vittime delle torri gemelle.
Che gli americani la smettano di piangere, il presidente l'hanno eletto loro e se lo tengono loro.
Gli americani popolano uno stato criminale che inquina le risorse e le menti del pianeta con la sua propaganda imbecille e priva di cultura.
Che non chiedano la pietà degli altri paesi, sono un popolo assassino che prospera sul sangue degli abitanti legittimi.
Per concludere, ringrazio l'esistenza di un Doc come Loose Change, senza il quale molti dei nostri sospetti non si sarebbero materializzati in potenziali prove.
A questo proposito riporto un interessantissimo link:

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